Fetecchie del calcio: Pablo Garcia

Pablo Garcia

Pablo Garcia (caricatura di Stefanos
Vlasakakis)

Pando, Uruguay. Fa un caldo atroce, e pare che niente possa alleviare tutto questo. Tutti i negozi sono chiusi, a mezzogiorno, ma uno con la serranda semi-aperta colpisce la nostra attenzione. È quello che stiamo cercando: “fábrica de embutidos de Pablo”.

Erano tempi poco gloriosi per Pablo, quelli al Milan. Quel rincorrere faticosamente una palla, quel rantolare dietro l’attaccante che arrivava sempre, inesorabilmente, per primo. A consolare Pablo dalle contestazioni e dai “patacca” che gli urlavano tifosi, compagni, allenatori, magazzinieri, steward e addetti alle pulizie era il suo stipendio, e il sogno che voleva realizzare con i suoi risparmi: aprire un salumificio a Pando, la sua città natale. Ma ancora, molte prestazioni indecorose dovevano passare prima che ciò avvenisse, molte umiliazioni e molti 4 nella pagella della Gazzetta.

Mentre chi lo aveva comprato al Fantacalcio lo citò in giudizio al CODACONS, Pablo avvertiva che il suo sogno non poteva infrangersi davanti agli ostacoli che i suoi piedi gli ponevano davanti, puntualmente, ogni domenica.

È una storia di dolore e di strazio ma anche di rivincita, quella di Pablo Garcia, che i concittadini chiamano affettuosamente “Pie en el yunque”. Siamo anche un pò emozionati quando stiamo per entrare nel negozio, pronti per intervistarlo. Pure un pò commossi: Yuri si asciuga le lacrime su una fetta di prosciutto piegata a mò di fazzoletto, e io trattengo a fatica le lacrime mangiandomi un choripàn preparato con amore da sua figlia Bola, nata dalla sua relazione con Maria Conatas Asprilla, sorella del grande Faustino. Pablo è seduto, davanti a noi, mentre con una mano unta spiegazza i fogli della contabilità giornaliera, rigorosamente scritti con un pennarello “Carioca©”. Dietro di lui, una foto di un manzo. Subito accanto, una sua foto con lui vestito con la maglia del Milan. Infine, un suo ritratto fatto da Dolores, sua moglie pittrice, che si diverte a fare ritratti con schizzi di sangue bovini e macchie di stracchino.

(MARCHETTA A MANZOTIN: TANTO PER CAMPARE)

Pablo è ingrassato. Adesso può alzarsi solo con l’aiuto di un ponte sollevatore per automobili appositamente revisionato per lui. Per risparmiarsi la fatica di doversi alzare, spesso taglia i salumi per i clienti a distanza, lanciando coltelli o rotelle appuntite. E’ una cosa che gli riesce bene: nel 98 per cento dei casi, fa delle fettine di salame o di prosciutto (tipicamente salumi duri) come Dio comanda. Il 2 per cento è rappresentato dalle 237 persone morte per tagli letali, ma questo non importa, Paolo qui è un’istituzione. Quando è capitato un incidente, Pablo non ha mai dovuto chiedere scusa, anzi, era la famiglia della vittima a chiedergli scusa per il disturbo. Gli risparmiamo la fatica di alzarsi e rifiutamo dispiaciuti la sua gentilezza, decisi a non rischiare di trovarci in quel 2 %. Partiamo con l’intervista.

N: “Ciao Pablo, come stai?”

P: “Bene, grazie. Sto facendo una dieta a base di trippa e polenta al sugo, ho già perso un etto. Che si dice in Italia? Come va il calcio?”

N: “Mah, niente. Il Milan lotta per non retrocedere….”

P: “L’avevo detto io che mi avrebbero rimpianto.”

N: “Come mai in Italia non rendesti così bene, Pablo?”

P: أعتقد الآن لقد اشتريت للتو لجعل مشهد القليل . جالياني أيضا لا تريد مني شراء ، في الواقع برلسكوني يريد مجرد لاعب مع اسم الغريبة و التي من شأنها أن تضمن اتصالات مع Tarantini ، الذي كان آنذاك في الأرجنتين إلى الذهن قليلا من العجول الإناث ” . (errore di Google Traduttore, chiediamo venia)

N: “Capito, affari scottanti. Ma a parte questo, non hai niente da criticarti riguardo la tua esperienza italiana?”

P: “Creo que debería comer menos tripa y menos Milanese salami . Definitivamente me hice más. El exceso de grasa de los animales hizo que mi paseo lento y frenético”

Pausa di cinque minuti. Pablo prende un secchio pieno di Manzotin, ne mangia due mani piene e finisce bevendo un Mate. Lo aiuta a digerire, dice.

N: “E con i soldi che hai guadagnato al Milan, cosa hai fatto poi? La tua attività come procede?”

P: “Benissimo, non potrebbe andare meglio. Incassiamo tanto, spendiamo poco perché macelliamo animali in stock. Posso ritenermi soddisfatto, ma non ancora pienamente soddisfatto…”

N: “Perchè, Pablo?”

P: “Il mio altro sogno, ora, è compiere la mia vendetta acquistando il Milan e mettendo nello stemma della società un manzo, con una mia foto al posto delle due stelle. Con altri salumieri, abbiamo fatto una cordata per fare un’offerta a Berlusconi, di quelle che non potrà rifiutare”

N: “Questo è uno scoop! Di cosa tratta l’offerta?”

P: “Adesso non posso espormi, non sono mica Manenti! Posso solo dire che c’è il Viagra di mezzo.”

N: “E quando farete l’offerta?”

P: “Vogliamo venire lì a Milano, io e gli altri salumieri, ed abitarci un pò visto che le trattative saranno lunghe. Abbiamo progettato un’Arca di Noè per trasportare tutti i nostri animali e trovare un allevamento vicino al Duomo; c’eravamo informati per i viaggi in aereo ma la Ryanair non supporta ancora questo tipo di carichi, anche se mi hanno detto che la prossima settimana mi richiameranno.”

Ci salutiamo. Pablo piange, e ci lascia come souvenir una testa d’agnello surgelata. Io, milanista, sono speranzoso che l’offerta di Pablo vada a buon fine. E siamo contenti di avervi raccontato come rinascere e rialzarsi, anche se i piedi restano gli stessi.Pablo Garci

Fetecchie del calcio Pablo Garcia

Fetecchie del calcio: Pablo Garciaultima modifica: 2015-02-22T16:45:22+01:00da andifase85
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