Parma FC: intervista a Manenti

Parma FC Manenti

Parma FC manenti

Sabato pomeriggio, ore 16:00 . Ci stiamo perdendo tra le cantine di prosciuttifici di Parma, e dalle informazioni che l’ex presidente gialloblù Taci ci ha dato in questa zona si dovrebbe nascondere il presidente del derelitto Parma, Pietro “Pietrino” Manenti. Una soffiata da parte di un ex dirigente dell’Esselunga (Manenti e il colloquio di lavoro all’Esselunga) ci avvisa che Manenti si nasconde in un mini-bunker sotterraneo, vicino alla Dolcevalle s.a.s., munito di beni necessari alla sopravvivenza tra cui scontrini falsi e una copia del film “Una poltrona per due”. Sono giorni difficili, questi, per il patron gialloblù, ma noi come lui siamo sicuri che i soldi arriveranno.

Ci addentriamo verso l’azienda di prosciutti di Parma, e notiamo un cespuglio finto. È questo il punto in cui dovrebbe esserci una scalinata sotterranea che ci dovrebbe condurre verso Pietro. Spostiamo il cespuglio, alziamo il tombino di ghisa che copre il tutto e ci addentriamo giù, con tutta la forza della speranza. Arriviamo in una stanza buia, con una lampadina accesa ciondolante e un vecchio calendario della trasmissione Drive in, risalente agli anni ’80, ancora appeso al muro. Seduto su una sedia a dondolo, troviamo Giampietro Manenti, intento a trattare con un impresario kazako uno scambio di panchine per spogliatoio di calcio con dieci prosciutti dolci di Parma. Attendiamo qualche minuto, il tempo di vedere fallire miseramente la trattativa, e partiamo con l’intervista.

N – “Buongiorno Manenti. C’è un ottimo odore di prosciutto qui.”

M – “Sì, si sta bene. Certo, l’aria è un tantello soffocante, ma non ci possiamo lamentare”

N – “Perchè si è nascosto qui?”

M – “Non perché i creditori mi stanno cercando, o perché i tifosi mi stanno cercando inferociti. Non posso spostarmi nemmeno, perché la Municipale mi ha sequestrato l’auto per la mia sicurezza personale, e per convincermi a non andare al giro (smentite le voci sulle multe non pagate, ndr.). No, se sono venuto qui dentro l’ho fatto per assecondare la mia passione per il prosciutto e per meditare le nuove mosse da compiere per salvare il Parma, lavoriamo 24 ore su 24.”

N – “È sicuro di ciò che sta dicendo?”

M – “Certo, e i bonifici domattina arriveranno.”

N – “Ma domani è domenica, come fanno ad arrivare?”

M – “Allora toccherà aspettare qualche giorno.”

N – “Ma chi sono gli sponsor che dovrebbero fornirle i soldi necessari al Parma?”

M – “Non posso fare nomi.”

N – “Suvvia Manenti, un minimo di chiarezza.”

M – “Posso dire che un’importante azienda di profilattici sponsorizzerà la squadra. E che il modo in cui verrà pubblicizzata in campo sarà innovativo.”

N – “Questa è una notizia-bomba! Ci dia un indizio, un’anticipazione…”

M – “Posso dirle che i giocatori, anzichè con il marchio dell’azienda sulla maglietta, scenderanno in campo con i preservativi nel capo a mò di passamontagna, e col marchio in bella vista.”

N – “… Beh, ok. Si discute molto sul fatto che lei abbia acquistato il Parma a 1 euro. Cosa dice a riguardo?”

M – “Non è vero che l’ho acquisito a 1 euro. Non posso dire qual’è la cifra.”

N – “Manenti, siamo venuti qua per avere un pò di chiarezza sul futuro del Parma. Giuriamo solennemente che questo dettaglio non lo dirremo a nessuno, ma ci tolga la curiosità perlomeno. Siamo venuti fino a qua per lei….”

M – “Va bene, mi fido di voi. Ho acquistato il Parma facendo una ricarica di Whatsapp al vecchio presidente Taci. L’operazione è stata trasparente e limpida.”

N – “Ci spieghi meglio… Lei ha acquistato il Parma, una società di calcio di Serie A, con 89 centesimi di euro?”

M – “Sì. È per questo che sono onesto quando mi chiedono se ho acquistato il Parma ad 1 euro, e rispondo che non è vero.”

N – “Pazzesco, è un affare!”

M – “Sì lo so, anche Tavecchio privatamente mi ha fatto le congratulazioni.”

N – “E ci dica, però: come intende provvedere alle problematiche economiche della società di questo periodo? I giocatori non hanno uno spogliatoio, non riescono a spostarsi perché non hanno benzina, hanno la doccia fredda…”

M – “Non c’è problema, tutto risolto. Abbiamo in mente una soluzione che sconvolgerà il calcio, e che limiterà l’impatto ambientale che i nostri consumi hanno causato finora. I giocatori della Primavera si sposteranno in autostop, e nel caso delle trasferte faranno dei mini-Erasmus con le famiglie del posto. Per la prima squadra, abbiamo raggiunto un accordo con Blabla car, e i nostri si sposteranno rivolgendosi ad altre persone. Un modo magnifico per diffondere un’immagine diversa dei giocatori strapagati che si mettono su un piedistallo, non trova? Per le docce fredde, ho pronti una dozzina di pentoloni con cui riscaldare l’acqua ai fornelli di Luisella, una vicina dello stadio gentilissima e che fa anche ottimi tortellini. I ritiri li faremo da lei.”

N – “Manenti, è tutto molto promettente e innovativo per il Parma e i suoi tifosi, anche se qualcuno sembra non capire… Ma il nostro tempo è scaduto. Un altro minuto qui e crepiamo dalla puzza di prosciutto. Si riguardi, stia bene.”

M – “Grazie di credermi, non so perché ma non mi crede più nessuno.”

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Parma FC: intervista a Manentiultima modifica: 2015-03-07T17:55:10+01:00da andifase85
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